Gela. Il Thesmophorion di Bitalemi

La fase arcaica. Scavi Orlandini 1963-1967

A cura di Marina Albertocchi, Maddalena Pizzo

Monumenti Antichi, 81
2021, XX-800 pp., 213 tavole e 113 figure n.t.
Brossura, 24 x 34 cm
ISBN: id887689
Disponibile dal 30 Settembre
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Argomento

Il santuario posto sulla collinetta di Bitalemi a Gela è uno dei luoghi di culto demetriaci più noti nella Sicilia greca, grazie anche alla precisa possibilità di identificazione della divinità ivi venerata (Demetra Thesmophoros) menzionata in alcuni graffiti vascolari; la ricchezza e la particolarità dei suoi rinvenimenti, presentati in via preliminare, hanno contribuito alla notorietà dell’area sacra. Il volume presenta l’attesa pubblicazione sistematica degli scavi condotti a Bitalemi da Piero Orlandini nelle campagne del 1963, 1964 e 1967.
Lo studio delle strutture e dei materiali riguarda solo la prima fase di frequentazione del santuario (il cosiddetto strato 5), che inizia nella seconda metà del VII sec. a.C. e viene sigillata da una gettata di argilla intorno al 550 a.C. Il focus del volume è di tipo storico-religioso, date le circostanze eccezionali di rinvenimento dei depositi votivi, quasi tutti in giacitura primaria, protetti da una coltre di sabbia che li ha preservati in buono stato di conservazione. Viene dunque offerta una rapida presentazione dei rinvenimenti, comprendente le quasi 3000 deposizioni rinvenute in situ e gli oggetti frammentari, non in deposito. Al catalogo fa seguito un rapido commento classe per classe, utile all’inquadramento degli oggetti rituali, composti nella maggior parte dei casi da vasellame importato e di fabbrica locale, oltre che da oggetti metallici, terrecotte e pesi da telaio. Dopo la formulazione di alcune ipotesi sul funzionamento del santuario in questa prima fase di frequentazione e sul quantitativo delle offerte, viene proposta un’ampia discussione sulla prassi votiva e rituale desumibile dai dati archeologici e sul culto tributato. La non comune possibilità di mettere a confronto i rinvenimenti e le loro modalità di deposizione con i dati epigrafici fornisce infatti interessanti informazioni relative alla ricostruzione delle feste tesmoforiche. In appendice si fornisce la pubblicazione integrale del giornale di scavo degli anni Sessanta, secondo le indicazioni del suo scavatore.