Un museo di antichità nella Padova del Cinquecento

La raccolta Marco Mantova Benavides all'Università di Padova

A cura di Irene Favaretto, Alessandra Menegazzi

Collezioni e Musei Archeologici del Veneto, 47
2013, X-227 pp., Tavv. 78 b/n fuori testo
Brossura
ISBN: 9788876892783

€ 130,00  € 123,50
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Argomento

L’Antichità è una cosa sacra e venerabile ch’aggiongie dignità e veneratione ovunque ella si sia.
Con queste parole il 10 aprile 1695 Andrea, pronipote di Marco Mantova Benavides fondatore della collezione, si accinse a stendere l’accurato Inventario grazie al quale abbiamo conoscenza della collezione di famiglia. In realtà la raccolta di Marco (1489-1582) non era semplicemente una collezione d’arte e di antichità, come si desumerebbe dalle parole introduttive di Andrea, ma in essa sculture, quadri, disegni, vasi, lucerne ed altre opere d’arte si trovavano insieme a conchiglie, minerali, fossili d’ogni genere, animali esotici, curiosità della natura o prodotti dalla mano dell’uomo. Il museo di Marco nel suo insieme non appariva lontano dalle «Kunst- und Wunderkammern» di stampo mitteleuropeo, anche se predominante era lo spazio lasciato agli oggetti d’arte antica o rinascimentale, che anzi da quel confronto diretto con il mondo della natura ne uscivano valorizzati come prodotti dell’umana capacità e sensibilità.
Quanto di quel museo è giunto sino ai nostri giorni ed ora conservato all’Università di Padova, Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, è ora integralmente pubblicato in questo catalogo. Dopo una parte storico-introduttiva sul fondatore Marco, le opere sono raggruppate secondo categorie tipologiche e cronologiche (sculture antiche, sculture all’antica, sculture rinascimentali, ceramiche antiche e vasi rinascimentali) ciascuna della quali è introdotta da uno o più saggi di approfondimento.
Nel catalogo, in testa a ciascuna scheda, ove identificata, è riportata la descrizione dell’opera tratta dall’Inventario del 1695, la quale funge da raccordo tra il passato ed il presente guidando, ove possibile, il lettore al riconoscimento di quanto, purtroppo poca parte, si è salvato dell’antica raccolta. Chiudono il volume una serie di saggi dedicati all’allestimento della collezione e ad interventi di conservazione e di diagnostica sulle opere.

Allegati
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Indice

Premessa (Luigi Sperti)
Introduzione (Irene Favaretto, Alessandra Menegazzi)

Parte I – L’ambiente e il protagonista
Marco Mantova Benavides tra sculture, dipinti, libri e naturalia: un collezionista eclettico del Cinquecento (Irene Favaretto

Parte II – La raccolta
1. Sculture Antiche
2. Sculture all’antica (Giulio Bodon
3. Sculture rinascimentali
4. Ceramiche antiche
5. Vasi cinquecenteschi (Michelangelo Munarini)

Parte III – Il riallestimento della raccolta
Il riallestimento della collezione Mantova Benavides al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte dell’Università di Padova (anni 1999-2008) (Alessandra Menegazzi, Giuseppe Salemi)
La ricostruzione di una scanzia nell’allestimento originale del Cinquecento: tra virtuale e memoria storica (Maria Luisa Bianco
La scanzia rinascimentale al Museo: il restauro (Alessandra Menegazzi, Roberto Giacometti)
L’identificazione dei marmi delle sculture mediante analisi archeometriche (Lorenzo Lazzarini
L’intervento di restauro sul modello in gesso della testa del Gattamelata (Giuseppe Silvestri, Martino Serafini
Bibliografia;Indice analitico

Recensioni

Lucia Faedo, Gnomon, 01/04/2021
Recensione

Hildegard Wiegel, Journal of the History of Collections, 04/04/2016
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