Paolo Orsi

I Taccuini, II

Riproduzione anastatica e trascrizione dei
Taccuini 5-16

Prefazione di Roberto Antonelli (Presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei)

Monumenti Antichi - Accademia Nazionale dei Lincei, 84 (serie misc. 29)
2022, 709 pp.
Brossura, 24 x 34 cm
ISBN: 978-88-7689-MAL84
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Argomento

Dall’Introduzione di Concetta Ciurcina

L’auspicata ragionevole continuità della pubblicazione dei Taccuini Orsi trova conferma in questo secondo volume, che confidiamo sia seguito, nei dovuti tempi, dai successivi per pervenire all’edizione completa dei ben 150 taccuini, che registrano la grandiosa attività svolta da Paolo Orsi e non solo in campo archeologico.
Questo volume, dovuto sempre alla disponibilità e all’impegno dell’Accademia Nazionale dei Lincei, pubblica dodici taccuini, dal quinto al sedicesimo, in sequenza ai primi quattro.
[…] Sono documentate ricerche, in continuità ad alcune già registrate nei taccuini precedenti, in stazioni preistoriche, della Sicilia Orientale, che hanno consentito allo studioso la prima e fondamentale scansione delle culture preistoriche siciliane nei quattro periodi siculi, che poi un successivo, pure eminente studioso di preistoria, Luigi Bernabò Brea, meglio definirà.
I diari di scavo non trascurano osservazioni acute anche su tecniche e strumenti di escavazione delle tombe a grotticella, riflessioni su successivi utilizzi, sulle tipologie dei materiali e la presenza nelle varie facies e sugli albori della colonizzazione.
Negli anni dal 1889 al 1892, inizi del 1893, arco di tempo in cui è avvenuta la compilazione del lotto di taccuini che pubblica questo secondo volume puntualmente, quindi, sono date alla stampa nel Bollettino di Preistoria italiana, nelle Notizie degli Scavi di Antichità e nei Monumenti Antichi dei Lincei le relazioni di scavo di siti preistorici eponimi, di riferimento nella seriazione delle culture preistoriche e protostoriche siciliane, così ad esempio le ricerche a Stentinello (tacc. VI), nelle necropoli di Massoliveri (tacc. VI), del Plemmirion (tacc. VI), di Castelluccio-Cava della Signora, e scarichi del villaggio (tacc. VI, VII, XII) ed ancora in quelle di Tremenzano (tacc. VII, XII), di Cozzo Pantano (tacc. XIII), tutte con il corredo di planimetrie e sezioni delle sepolture e grafici e fotografie dei reperti. Non secondari i sopralluoghi preliminari a successivi scavi in estensione nelle imponenti necropoli di Pantalica (tacc. XI), già visitata precedentemente (tacc. IV) e di Cassibile (tacc. XIII), che in anni successivi saranno illustrate in specifiche fondamentali pubblicazioni.
Ancora i tacc. V, VI, VII, VIII, X documentano impegnative ricerche calabresi, in vari siti, ma prevalenti quelle a Locri-Gerace Marina, con lo scavo del monumento più importante, il tempio ionico, in contrada Marafioti, inizialmente condotto con gli studiosi Petersen e Dörpfeld, ed ancora sopralluoghi vari, non trascurando altre emergenze antiche, ed ogni segnalazione di cui lo studioso venisse a conoscenza, controllando collezionisti privati con puntuali descrizioni e ottimi grafici di oggetti, come ad esempio le terrecotte da contrada Marasà nella raccolta Candida.
Lo scavo delle fondazioni templari, con la descrizione puntuale delle tecniche antiche di costruzione, dimostra pure le conoscenze di Paolo Orsi nel campo, che travalicano la semplice registrazione del dato, e così l’attenzione ad elementi in terracotta della copertura dei templi in contrada Marasà (tacc. X), interesse che continuerà, per questa tipologia di reperti in altri rinvenimenti di terrecotte architettoniche siceliote, le cui pubblicazioni, sempre con la collaborazione validissima del disegnatore Rosario Carta, costituiranno riferimenti fondamentali per gli studi specifici, come avviene ad esempio con l’edizione dello scavo esemplare nell’area dell’Athenaion di Siracusa, nel secondo decennio del Novecento. Non secondarie sono le numerose pagine, dedicate agli scavi delle necropoli arcaiche di Megara Hyblaea (tacc. XI, XIII, XIV, XV), in continuità alle campagne registrate nei precedenti manoscritti (tacc. II, III), e che non tutte saranno edite, come la ripresa delle ricerche nella necropoli del Fusco a Siracusa, la più antica della colonia, contestuale alla fondazione (tacc. XVI), che dimostra ampiezza di rapporti commerciali e la ricchezza della città, le cui indagini continueranno in anni successivi, per non citare ogni altro significativo intervento di scavo e su beni monumentali antichi siracusani, come negli estesi territori di competenza della Soprintendenza alle Antichità non solo della Sicilia Orientale.

Indice

Introduzione di Concetta Ciurcina (già Direttrice del Museo P. Orsi di Siracusa)

Parte I - Trascrizioni
Paete II - Riproduzioni
Parte III - Sommari
Abbreviazioni bibliografiche
Indice topografico a cura di G. Monterosso