Il deposito votivo dell’acropoli di Cuma

Il deposito votivo dell’acropoli di Cuma

Margherita Catucci, Lorena Jannelli, Lucia Sanesi Mastrocinque

Archaeologica, 138

Corpus delle stipi votive in Italia, 16

2002, pp. 124 , con 28 tavole, cm 22 x 30, in brossura

88-7689-202-8

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Abstract

Scoperto a Cuma nel 1911, sulla terrazza inferiore dell’acropoli che ospita il santuario di Apollo, il deposito votivo comprendeva una notevole quantità di materiale, oggi in gran parte perduto. Nel volume sono stati schedati 226 reperti in terracotta, afferenti alle categorie delle teste, della piccola plastica (statuette di togati, guerrieri, statuette femminili, kourotrophoi) e degli ex- voto anatomici, databili tra la metà del IV e la metà del II secolo a. C. I votivi sono frutto di una produzione standardizzata, che rivela un intreccio di motivi ed influssi stilistici differenti, derivati da modelli greci, medio-italici e della coeva produzione locale, campano-laziale, con la quale sono evidenti gli stretti rapporti di dipendenza e scambio. I votivi si indirizzano alla sfera della fecondità e, prevalentemente, della sanatio, a giudicare dall’alta percentuale di anatomici. Il rinvenimento del deposito nel settore settentrionale della terrazza, in un’area riservata del santuario e sottoposta in età ellenistica ad estesi interventi di risistemazione, indurrebbe ad ipotizzare una specializzazione di questo settore in funzione iatrica, forse da riconnettersi ad una rifunzionalizzazione in chiave salvifica dello stesso culto di Apollo.

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