Scritti vari di Paolino Mingazzini

Scritti vari di Paolino Mingazzini

Paolino Mingazzini (a cura di G. De Luca)

Archaeologica, 58

1986, pp. 494, Tavv. 82 b/n, cm 22 x 30, in brossura

88-7689-001-1

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Abstract

Quando discepoli ed amici di Paolino Mingazzini si proposero di onorarne la memoria, la ristampa di una scelta di suoi scritti parve la forma che meglio avrebbe saputo rispettare lo spirito dell'iniziativa.
Questa ristampa deve rispondere al duplice scopo di riproporre una serie di studi del Mingazzini, che per la sede in cui erano apparsi, risultavano ad una rapida indagine meno accessibili di altri e perciò più facilmente esposti a cadere nell'oblio, e, nello stesso tempo, di restituire l'immagine viva ed inconfondibile dello studioso. 
Nella raccolta che qui si presenta si sono quindi privilegiati in massima parte contributi in riviste altamente specializzate nel nostro campo, ma che non tutti hanno la fortuna di possedere, e contributi in Bollettini di scarsa diffusione o non più 'attivi' o in 'Festschriften' o in sedi meno familiari agli studiosi di archeologia classica. Qualche deroga a questi criteri si è imposta per la logica interna della raccolta stessa. 
Non è una raccolta di scritti 'minori', marginali o in qualche modo già dall'autore intesi come evasione da temi più grossi ed impegni più profondi, quali si presentano numerosi nella bibliografia del Mingazzini. Giacché il filo conduttore dei suoi interessi e delle sue ricerche passa indifferentemente dall'uno all'altro argomento di studio. Anzi, a volte temi affrontati in un'occasione per così dire estemporanea vengono ripresi e ri-indagati o portati a rinnovate soluzioni in sede più 'ufficiale'. Il concetto della pari dignità degli oggetti dei nostri studi sta alla base di tutta la vasta produzione dell'Autore. 
Sta di fatto però che delle dieci pubblicazioni di maggior mole ben sette sono dedicate alla ceramica. Ed è a questi studi che il più delle volte si trova consegnato il nome e la memoria del Mingazzini. E per questo motivo, ad esempio, che, entro la scelta qui proposta, hanno una posizione in qualche modo privilegiata gli studi sulla scultura. Il pericolo che intuizioni, ricerche e risultati interessantissimi per la storia dell'arte e per l'archeologia si disperdano per la loro minore accessibilità e per la stessa scarsa mole di molti contributi era reale e da solo giustifica la presente ristampa. Riproporre questi studi è parso inoltre necessario anche perché essi rappresentano spesso il necessario complemento a idee e temi sviluppati in pubblicazioni di più larga diffusione. Ed una lunga pratica con gli studenti, fra cui giovani studiosi di domani, ci ha persuaso che quanto non è direttamente accessibile è anche largamente ignorato.
Dicevamo dell'occasione di questa operazione-ristampa: essa vuole essere una commemorazione valida e duratura nel tempo. 
Oggi un volume di 'Studi in onore di P. Mingazzini' – alternativa a suo tempo presa in considerazione – diradata in breve tempo ancora di più la cerchia dei suoi amici di più antica data, avrebbe rischiato di diventare l'ennesimo volume in cui si raccolgono articoli eterogenei, che oltre tutto, servono più a segnalare gli autori dei contributi che non a tener viva la memoria di chi si pretendeva di onorare. È parso dunque più giusto mettere da parte ogni ambizione personale per lasciare in queste pagine rivivere lo studioso e il maestro stesso. 
I criteri della scelta proposta potranno anche apparire discutibili ed è chiaro che ogni scelta non sarà libera del tutto da compromessi e preferenze soggettive. Ma chi ha avuto la fortuna di conoscere Paolino Mingazzini abbastanza a lungo, e di partecipare, attraverso il lavoro comune, colloqui e discussioni, alla sua attività di studioso, potrà trovare in questa raccolta pur limitata di scritti, tutti i tratti caratteristici del maestro ed amico, il suo inconfondibile approccio all'opera d'arte, in cui l'intuizione mai si fa imbrigliare dalla convenzionalità e in cui c'è anche il coraggio dell'idea originale pur sempre retta da una solida e vasta cultura. 
Il quadro completo dello studioso ed in parte anche della sua fisionomia umana emergerà naturalmente solo da una visione dell'opera nella sua totalità. 
Non si dovrà cercare, in questa scelta di scritti, una diretta valutazione di merito, che sarebbe stata arroganza esprimere. Si è cercato di includere, piuttosto, quanto poteva essere per se' interessante, al di là del momento contingente della sua stesura e che peraltro sarebbe bene non trascurare. E chiaro che alcuni punti d'arrivo delle indagini del Mingazzini sono oggi, alla luce di allargati studi e nuove scoperte, meglio documentabili e anche da riesaminare: è il cammino vivo della nostra scienza archeologica che ci espone a questi 'rischi'. Una bibliografia su determinati argomenti cresciuta nel frattempo a dismisura, invita a nuovi confronti e prese di posizione. Ma alcune intuizioni felici, forse anche a lungo guardate con sospetto perché non allineate con opinioni ortodosse e spesso ripetitive, sono oggi entrate nel dominio comune dell'archeologia. Sarebbe quindi ingiusto non ricordarne la genesi precoce e l'appassionata difesa nelle pagine che qui riproponiamo. 
Il materiale scelto è stato suddiviso in sei gruppi a seconda degli argomenti trattati ed all'interno dei singoli gruppi l'ordine è cronologico. Questa suddivisione risponde ad uno schema già voluto dal Mingazzini stesso. L'ordine cronologico, a parte le inevitabili sovrapposizioni dovute a lungaggini nelle pubblicazioni di singoli contributi, ribadisce i frequenti legami della produzione con le tappe e le circostanze del suo curriculum di studioso. Nella varietà delle sfere d'interesse c'è poi, ancora una volta, la testimonianza del suo ideale di una crescita armoniosa, della facoltà critica e della capacità di ricerca nell'adesione viva e sempre rinnovata all'archeologia nella sua affascinante complessità. 

Gioia De Luca

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